VII edizione del Premio Int.le Joe Petrosino
Relazione del Presidente rag. Claudio Pozzi
Buongiorno a tutti,
dico subito che sarò relativamente breve, e lo stesso invito alla concisione rivolgo a coloro che mi seguiranno negli interventi di saluto. Ciò per dedicare più spazio al dibattito.
Abbiamo la grande opportunità di avere tra noi il Procuratore Caselli (tra l’altro arrivato stanotte dopo un lungo viaggio e con poche ore di sonno), e credo che sia utile utilizzare al massimo la sua presenza per ascoltarlo.
Come pure sarà utile dare ascolto ai ragazzi di Addiopizzo, venuti anche loro da lontano, perché hanno la loro esperienza molto importante da comunicarci.
Salto i doverosi saluti alle autorità presenti perché, dopo di me interverrà il sindaco che, come padrone di casa, li farà personalmente.
Ringrazio in maniera generale tutti voi per essere qui oggi per questa cerimonia del conferimento del Premio Petrosino giunta alla sua settima edizione.
E ringrazio il Presidente della Repubblica che ci ha inviato, anche in questa occasione, un messaggio che leggerà dopo il vicepresidente. Un grazie pure a tutte le istituzioni che, anche quest’anno, hanno voluto patrocinare l’iniziativa e precisamente i Presidenti del Senato e della Camera, il Ministro dell’Interno e quello della Difesa, la Regione Campania, la Provincia di Salerno, la Comunità Montana Vallo di Diano e la Città di Padula.
Una particolare riconoscenza va alla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Salerno ed Avellino che ha dato una completa adesione alla manifestazione assumendola come propria e concedendo, anche quest’anno, questa sala ad uso gratuito.
Ringrazio anche gli sponsor che ci hanno aiutato a sostenere i costi.
La manifestazione odierna cade in un momento importante perché ci troviamo nella immediata vigilia di due significative ricorrenze riguardanti la figura di Joe Petrosino: nel 2009 ricorrerà il centenario della sua morte e nel 2010 il 150° anniversario della sua nascita.
In occasione di questi eventi abbiamo in programma importanti commemorazioni che avverranno in maniera congiunta a Padula (dove è nato) e più in generale nella provincia di Salerno, a New York (dove ha esercitato la sua straordinaria carriera di poliziotto) ed a Palermo (dove fu brutalmente assassinato).
Nella precedente edizione conferimmo il premio, tra gli altri, al capo ed al vicecapo della Polizia di New York. Quest’ultimo venne a Padula a ritirare i premi accompagnato dai membri del Comitato Americano per le celebrazioni del Centenario. Così si sono intensificati i contatti con l’America già tenuti da oltre vent’anni dal pronipote Nino Melito. Questi contatti sono continuati nel marzo di quest’anno quando una nostra delegazione si è recata a New York dove, ha avuto una fitta serie di incontri con autorità politiche, con i vertici della Polizia, con il Console Italiano, con giudici, imprenditori e con le comunità di emigrati italiani e si intensificheranno ancora di più nei prossimi mesi. Ad ottobre, in occasione del mese della cultura italiana, ci recheremo di nuovo a New York e nell’aprile del 2009, in occasione del centenario, verrà personalmente qui da noi Joe Esposito, Capo della Polizia di New York.
Le relazioni sempre più forti con le istituzioni ed il comitato americani si rendono necessari per progettare e concordare assieme ad essi le importanti celebrazioni di cui parlavo prima. Per lo stesso motivo intendiamo rafforzare i legami con le realtà palermitane dove pure si dovranno svolgere importanti commemorazioni. Questa edizione del premio è un’ottima occasione. Essa, infatti, ha un carattere tutto “palermitano” . I riconoscimenti vengono attribuiti al Procuratore Gian Carlo Caselli (che ha svolto a Palermo una importantissima parte del suo lavoro) ed al Comitato “Addio Pizzo” (movimento palermitano di lotta contro il racket delle estorsioni). Attestati di benemerenza, inoltre, assegniamo, ad altri due palermitani: il dott. Roberto Trapani della Petina (presidente dell’Istituto Superiore per la Difesa delle Tradizioni) che ogni anno organizza la commemorazione di Joe Petrosino, ed a Massimo Di Martino (autore del libro “Joe Petrosino - detective 285” e scenografo della fiction interpretata da Beppe Fiorello).
Sul Procuratore Generale Gian Carlo Caselli, interverrà fra poco, appositamente per presentarlo, l’avv. D’Aiuto io dico solamente che rimasi particolarmente colpito quando, nel 1992, dopo le stragi di Capaci e di Via D’Amerio ascoltai la notizia che un Magistrato di Cassazione di Torino, allora Presidente della 1° Sezione della Corte di Assise di quella città, aveva preso la decisione di andare a Palermo per stare in prima linea sul fronte più caldo della lotta alla mafia. E lo ringrazio, davvero di cuore, di essere oggi qui con noi a prendere personalmente questo premio che per grande merito gli assegniamo.
Circa il Comitato Addiopizzo, abbiamo visto il video, e, inoltre, saranno gli stessi ragazzi che parleranno del loro impegno che ha contribuito a cambiare il modo di pensare dei cittadini di Palermo ed a rompere il muro di omertà attorno alla piaga delle tangenti. Io voglio riferire solo un episodio: otto giorni fa, il 23 maggio, 16° anniversario della Strage di Capaci, a Palermo si sono tenute importanti commemorazioni tra le quali un corteo con ragazzi giunti da tutta l’Italia. Il compito di guidarlo fu affidato al Comitato Addiopizzo. Ascoltai le notizie del telegiornale quel giorno ed il commentatore del TG3 iniziò il suo servizio con queste testuali parole “Giovanni Falcone sarebbe stato fiero dei ragazzi di Addiopizzo”.
Voglio sottolineare il fatto che premiandoli stiamo continuando sulla scia della svolta data l’anno scorso a questa cerimonia. Infatti, il Premio Petrosino, inizialmente istituito per premiare rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine particolarmente distintisi nella lotta al crimine, nella scorsa edizione, oltre che ai poliziotti americani, al Comandante della Guardia di Finanza Speciale ed al Senatore Mancino, fu conferito anche al Vescovo di Locri, Mons. Bregantini, ed ai ragazzi del Movimento “E adesso ammazzateci tutti”; ciò per rendere patrimonio comune la consapevolezza che la lotta alla criminalità non si deve delegare solo alle Istituzioni ma è un impegno che riguarda tutti i cittadini.
E qui mi allaccio ad un concetto che mi preme esprimere: questa manifestazione e le celebrazioni che faremo per il centenario non devono essere fine a se stesse. Faremmo un torto a Joe Petrosino, che si rivolterebbe dalla tomba se potesse, faremmo un torto a tutti quelli che si sono avvicendati qui ed ai quali abbiamo consegnato il premio e che sono diventati ns. soci onorari. Faremmo un torto a Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, Cassarà ed a tutti coloro che sono stati assassinati per il loro impegno contro la criminalità.
Questa cerimonia e le celebrazioni future devono essere uno stimolo per la diffusione della legalità, uno sprone a creare una rete tra tutti coloro che hanno come punto di riferimento Joe Petrosino e ne condividono gli stessi ideali. Devono essere uno stimolo per tutti noi. Voglio ricordare ancora una volta le parole del giudice Tinebra dette qui nel 2003 quando gli conferimmo il premio: “ è semplice impegnarsi per la legalità basta che ciascuno nel proprio posto faccia il proprio dovere”. Questo lo dico innanzitutto a me stesso, ma lo dico anche ai politici qui presenti. Negli ultimi tempi si è creato un distacco tra cittadini e classe politica, distacco che qui, nella Regione Campania sentiamo particolarmente per i gravi problemi che ci attanagliano e per le note vicende giudiziarie che hanno investito rappresentanti delle istituzioni. Su queste non è mia intenzione soffermarmi anche perché l’iter giudiziario è solo agli inizi. Ma è innegabile il forte disagio dei cittadini nei riguardi degli uomini di governo a tutti i livelli dai quali giustamente vorrebbero esempi di correttezza e buon funzionamento della Cosa Pubblica.
Questo chiediamo con forza oggi anche nel nome di Joe Petrosino.
Un’ultima brevissima cosa ci tengo a segnalare.
L’anno prossimo, oltre che l’importante centenario, festeggeremo anche il decennale della costituzione della nostra associazione. Questo premio diventa sempre più prestigioso e nello stesso tempo sempre più impegnativo per noi che lo organizziamo. Ci riusciamo, anche se forse non al meglio, perché c’è collaborazione da parte dell’amministrazione comunale e, soprattutto, c’è un buon lavoro di squadra dei soci dell’Associazione. Perciò ci tengo a nominare espressamente quei soci che non appaiono sui manifesti e che hanno contribuito alla buona riuscita dell’iniziativa: Davide Alfeo Cancellaro, Michele Cartusciello, Ernesto Cavella, Tony Iannelli, Vincenzo Lamanna, Angela Morena, Enrico Tepedino ed Anna Maria Toriello. Un grazie anche a loro.
Buon proseguimento della cerimonia a tutti.
Il Presidente
Rag. Claudio Pozzi


