Piazza Marina Palermo 12 marzo 1909- 2014 – 105 anni dalla morte di Joe Petrosino -

La locandina dell'evento

La locandina dell’evento realizzata dall’ANPS sezione di Palermo

Il prossimo 12 marzo, una delegazione dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino e di cittadini padulesi renderà omaggio al poliziotto Joe Petrosino a Palermo, a Piazza Marina, luogo dell’agguato che costò la vita al detective simbolo della lotta contro la “Mano Nera”.

Alle ore 10.00, all’Hotel De France, si terrà un incontro-dibattito sulla figura di Joe Petrosino e alle ore 16.00 avrà poi luogo la commemorazione ufficiale alla presenza del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e di autorità civili e militari. A seguire, presso il Palazzo delle Aquile, si terrà la presentazione in prima nazionale del libro “L’omicidio di Joe Petrosino” di Anna Maria Corradini. Oltre all’autrice, interverranno il sindaco Orlando, il sindaco di Padula, Paolo Imparato, Nino Melito Petrosino, pronipote del poliziotto, Tiziana Bove Ferrigno, Assessore alla Cultura del Comune di Padula, Giovanni Cancellaro, presidente dell’associazione internazionale Joe Petrosino e Sergio Cirelli, presidente dell’ANPS ( Associazione Nazionale Polizia di Stato) sez. New York – New Jersey.

Continua la collaborazione tra l’Associazione Internazionale di Padula e l’ANPS con la realizzazione da parte della sezione di Palermo della locandina delle celebrazioni 2014. Oltre alla celebrazioni ufficiali, presso la Residenza Universitaria “San Severio”, grazie all’impegno dell’Istituto Superiore per la Difesa delle tradizioni e del prof. Roberto Trapani della Petina, è prevista anche la consegna di una statua raffigurante Joe Petrosino, realizzata dal giovane scultore Gabriele Venanzio e di un dipinto della pittrice Federica Scaletta, che andranno ad arricchire ulteriormente le opere realizzate in onore del poliziotto, diventando patrimonio della Città di Padula.

- Filomena Chiappardo – ONDANEWS

 

L’ omicidio di Joe Petrosino. Misteri e rivelazioni di Corradini Anna Maria

L' omicidio di Joe Petrosino. Misteri e rivelazioniLa ricostruzione della complicata storia è un mosaico le cui tessere sono state collocate dopo un’attenta analisi di tutto quello che erano indizi e prove raccolte nel dossier dagli inquirenti. Il delitto rimase impunito per una serie di circostanze che saranno evidenziate nella presente opera, sempre deducibili da precisi riferimenti contenuti negli articoli e nei documenti archivistici, nonché con il fondamentale contributo di altre pubblicazioni accreditate sull’argomento, come quelle di Arrigo Petacco e Andrea Volpes, fondamentali come guida per gli ulteriori approfondimenti di questo lavoro. Gli autori, entrambi giornalisti, hanno scritto interessanti pagine sul caso rimasto irrisolto. Anche se non si potrà mai sapere chi furono gli esecutori e i mandanti del terribile delitto, tuttavia questa ulteriore ricerca si prefigge di apportare un contributo significativo sull’intricata vicenda dell’omicidio.

Casa-Museo -Notizie utili

5 BUONI MOTIVI PER VISITARE LA “CASA MUSEO”

1) L’unica  casa-museo, in Italia, dedicata ad un esponente delle Forze dell’Ordine; (status di ”Interesse Regionale” dalla Regione Campania, Encomi vari). N.B. -(Istituzione Com.le il 30/8/1986 con Mostra in Certosa ed oltre un milione di visitatori; trasloco nella casa natale di Joe nel 1999, con inaugurazione della casa-museo il 6 luglio 2000);

2) La  prima, in Italia,dedicata alla lotta alla mafia;  (tratta temi come: la Legalità. la Giustizia, l ’ Emigrazione).

3)  L’unica,   in Italia, con una Guida Straordinaria nella persona di un discendente, il pronipote di Joe, che è gratuitamente a disposizione di Gruppi e Scuole, per offrire inedite testimonianze di famiglia (in assenza, la guida è assicurata dalle custodi).

4)  L’unica,   in Italia, aperta tutti i giorni dell’anno  (Capodanno, Natale,Pasqua,Pasquetta,1 maggio, 25 aprile, 15 agosto etc…) con tre orari diversi: ora solare (10-13/15-18); ora legale, prefestivi (10-13/15-19); nei ‘ponti’, festivi e in estate vi è l’orario continuato (10/20). N.B. Per esigenze da parte dei visitatori, previo avviso, assicuriamo la guida in inglese, tedesco, francese, spagnolo, accoglienza turistica e park.

5)  L’ unica, in Italia, col personale che veste la divisa della Polizia americana, per disposizione della stessa.

 

Per prenotazioni ed informazioni:

  • casa museo tel 0975 081009
  • pronipote di Joe cell 329-1854799;
  • info@joepetrosino.org

Notizie Flash

NOTIZIE FLASH

  • Lt. Joe Petrosino (1860- 1909) matricola 285
  • (1o Ufficiale italiano della Polizia di New York -luogotenente-)
  • Nato a Padula (SA) il 30 agosto 1860 – assassinato a Palermo il 12 marzo 1909

Alcune Intuizioni:

  • Scoprì la prima organizzazione criminale a New York “la Mano Nera ”, intuendone le radici (fu aiutato dalla conoscenza della lingua italiana, da un grosso intuito, da un grande coraggio)
  • Creò la tecnica dei travestimenti (si ispira oggi l’attuale D.I.A.-Direzione Investigativa Antimafia-); (New York Times: “era più ricco di indumenti e di parrucche l’armadio di Petrosino che quello di un Teatro ”);
  •  Formò la prima squadra di poliziotti (l’Italian Branch, divenuta poi Italian Legión);
  • Formò la prima squadra di artificieri che chiamò Bomb Squad (1903)-oggi si chiama ancora così;
  • Ravvisò l’opportunità che i Capi di Stato e di Governo coordinassero la loro azione al fine di formare un’unica strategia contro la criminalità e fu il precursore dell’attuale F.B.I.,nata più tardi.

Alcune Imprese:

  • Effettuò  900 arresti in un anno, assicurando alla Giustizia circa 20.000 criminali, in soli 25 anni di servizio (19 ottobre 1883 /12 marzo 1909), in quanto la sua carriera fu spezzata a 49 anni;
  • Salvò la vita al tenore Enrico Caruso da un attentato, dopo una’prima’al Metropolitan di New York;
  • Protesse la comunità italo-americana e non solo dai criminali, individuando le loro losche attività;
  •  Intuì che trattavasi  di un complotto messo in atto dagli anarchici di Paterson (N.J.), guidati da Gaetano Bresci, che portò all’assassinio del nostro re Umberto Io, mettendo sulla pista giusta la polizia italiana, nonché tanto altro ancora…da scoprire nella sua casa-museo a Padula (SA ), (inserita nel “Biglietto Unico Padula” -un patrimonio straordinario intorno ad un ‘Unicum’-), sita nel cuore del Centro Storico alla via Giuseppe Petrosino 6, attraverso un mirato percorso espo­sitivo, che si compone di 24 Sezioni. con la sceneggiatura e la regia del Centro Morandi di Roma, lungo il quale, oltre alla suggestiva ambientazione d’epoca, è possibile rivivere la sua infanzia, le sue gesta leggendarie,-(l’uomo, nato detective, che riscattò l’Italia conquistando l’America), toccando con mano la fama che quest’uomo del Sud ha avuto nel mondo;  scoprirete, poi, nella sezione n.5, le prime avvisaglie del tradimento, poi la sua divisa, il suo amore per la musica, la sua straordinaria attualità a New York, i suoi due Funerali di Stato, l’Emigrazione e molto di più.
  •  Si   consiglia di parcheggiare l’auto in piazza Umberto Io, poi, direzione Farmacia  la casa è raggiungibile a piedi per 200 mt. seguendo l’apposita segnaletica;il percorso è arricchito dalla “Veduta Panoramica di S.Croce”, già mèta di visitatori, con veduta aerea sul Vallo di Diano;
  • Previa  telefonata prima dell’uscita Padula-Buonabitacolo dall’autostrada A/3, il personale della casa-museo accoglie i pullman a valle, li guida nel Centro Storico ove il park è gratùito, fino alla casa-museo, dove sono accolti dal pronipote di Joe, e li riaccompagna (servizio-gratis).

Per le scuole di ogni ordine e grado

Per le Scuole di ogni ordine e grado:

La legalità è un tema di forte attualità nella società contemporanea.

“Educare alla legalità significa anche conoscere la storia di personaggi che hanno dedicato e poi, in taluni casi, anche immolato la propria vita per combattere le organizzazioni criminali.

L’Associazione Internazionale “Joe Petrosino” con la casa-museo di Joe Petrosino, l’unica in Italia dedicata ad un esponente delle Forze dell’Ordine, vuole commemorare, ma soprattutto vuole far approfondire la storia del detective più famoso e celebrato d’America:

Joe Petrosino scoprì per primo i legami tra la Mafia italo-americana e quella siciliana, creò la tecnica dei travestimenti, formò la prima squadra di poliziotti e la prima squadra di artificieri, nonché assicurò alla Giustizia circa 20.000 criminali. Intuizioni ed imprese alla base della sua azione.

Un interessante spaccato d’epoca e tanto altro ancora.

Il Museo attraversa, tra le sue 24 Sezioni, il periodo che va dal 1860 fino ai giorni nostri, il tutto magistralmente narrato dal pronipote di Joe, coadiuvato dalle custodi-guide, in uniforme della Polizia di New York”.

Riprendiamo l’articolo del presidente dell’ANPS Usa -Isp.C. Sergio Cirelli- pubblicato sul GIA

Articolo pubblicato sul Gia -Giornale Italo Americano -Edition XXXXVII -November ( 21 ) Novembre 2013

“ CERIMONIA IN ONORE DI “ JOE PETROSINO ”

Comunicazione del Presidente Anps-Usa Sergio Cirelli

Tomba di Joe Petrosino al Calvary Cemetery

Tomba di Joe Petrosino al Calvary Cemetery

Ottobre di quest’anno, si è tenuta a New York una cerimonia commemorative in onore di Joe Petrosino. Una delegazione del distretto cittadino del Queens, in rappresentanza del sindaco, si e’ riunita davanti alla tomba del famoso eroe della polizia newyorkese nel cimitero Calvary, per depositare una corona di fiori. La tomba si trova in una zona abbastanza appartata, nel Queens Boulevard alla Cinquantaduesima Street, nel Calvary 4, sezione 22, campo 9, area K, tomba 17/18 ero presente in qualità di Presidente dell’Anps-Usa (Associazione Nazionale Polizia di Stato, Sezione Stati Uniti), insieme ad alcuni rappresentanti della Lt. Det. Joe Petrosino Association in America, Inc; e’ anche intervenuto il pronipote di Petrosino, il prof. Melito, con una delegazione giunta da Padula (Salerno); Melito mi ha ringraziato per aver intitolato la sede americana dell’Anps all’illustre antenato. Nelle sue parole si e’ colta una leggera nota di delusione, in quanto da anni sta venendo a mancare il giusto sostegno ed apprezzamento per il “ Petrosino Day “ ossia la giornata dedicata a Petrosino, come proclamato nel 1985 dall’allora governatore dello stato di New York, Mario Cuomo. Era l’anno in cui ricorreva il centoventicinquesimo anniversario della nascita del tenente detective Petrosino che, come si legge nel discorso del governatore, “fu il primo italiano a diventare detective della polizia di New York.. .e l’ unico agente… ad essere ucciso in servizio in un altro Paese…Organizzo’ e diresse la famosa Squadra Italiana che più tardi divenne la Bomb Squad. Era un eroe del popolo per i poveri, uno dei preferiti dagli oppressi, ed un amico del presidente Theodore Roosevelt.. .Fu lui che disse al presidente McKinley che sarebbe stato assassinato. E’ giusto che tutti i newyorkesi partecipino a questa celebrazione per rendere omaggio alla memoria di Joseph Petrosino, che sacrifico’ la vita nella lotta alla criminalità’ e che rimane a tutt’oggi il simbolo di un agente eroico d’eccezione.- Per questo motivo, Io, Mario Cuomo, governatore dello stato di New York, proclamo con il presente documento il 19 ottobre 1985 la Giornata Joseph Petrosino”.

Nel 1998, il sindaco Giuliani, ex segretario alla giustizia per lo stato di New York, oltre che ex-procuratore distrettuale, emise un proclama simile, che esaltava le doti straordinarie di Joe Petrosino, confermando il 19 ottobre come giornata a lui dedicata. Anni fa, una scuola elementare del Queens e’ stata intitolata a Joe Petrosino, cosi come un giardino a Soho, il quartiere artistico nella zona sud di Manhattan. Nonostante questi riconoscimenti, la sua fama si è affievolita e pochi sanno che il 19 ottobre è la giornata che onora uno dei poliziotti più coraggiosi d’America; anche le autorità sembra che abbiano quasi completamente dimenticato l’eroismo di questo italiano che trasformò la polizia newyorkese a prezzo della propria vita. Quello che contraddistingueva il detective italiano dai suoi colleghi era un’analisi realistica della violenza che imperversava a New York alla fine dell’ottocento e all’inizio del nuovo secolo. Petrosino capiva che le leggi non erano sufficienti a debellare la criminalita’ e riteneva necessario ricorrere a qualsiasi mezzo per combatterla, utilizzando stratagemmi e travestimenti a cui la la polizia non aveva mai fatto ricorso.

Negli interrogatori e negli arresti ricorreva anche alla forza fisica, e lavorava in modo temerario, senza mostrare mai alcuna paura, perseguitando costantemente coloro che trasgredivano la legge in modo cosi violento e sfrontato.

Frequentava gli ambienti del sottobosco cittadino, e non si faceva scrupolo di tormentare amici e parenti dei mafiosi, pur di ottenere informazioni utili. Grazie a lui, nel 1905, la giunta municipale di New York decise di creare una squadra di poliziotti esclusivamente italiani, e Petrosino organizzò una rete di informatori a Little Italy, con i quali pote’ preparare dossier dettagliati sui malavitosi italiani di maggior rilievo.

Nello stesso anno, Petrosino richiese e ottenne fondi federali per aiutarlo a sradicare le gang che infestavano la città. Petrosino si recò in Italia nel febbraio 1909, portando con sé una lista di mafiosi italiani.

Lo scopo del viaggio era di raccogliere i loro certificati penali per arrivare a deportarli dagli Stati Uniti, e per questo motivo andò’ nel palermitano e a Padula (in Campania), il suo paese natale.

La mafia americana e siciliana venne a sapere di questo suo viaggio e il 12 marzo Petrosino fu ucciso a colpi di pistola nel centro di Palermo, poco dopo essere uscito da un ristorante. Era la prima volta che un poliziotto di New York veniva ucciso mentre si trovava in missione all’estero.Nella sua giacca, fu trovato un taccuino contenente i nomi dei criminali su cui stava raccogliendo informazioni.

La notizia del suo assassinio si diffuse rapidamente, e i giornali di tutto il mondo scrissero articoli su questo omicidio.

Nonostante vari arresti nel giro di poco tempo, con conseguenti processi, non si seppe mai con certezza chi fossero stati i sicari e i mandanti. Le poche persone processate vennero presto scarcerate per mancanza di indizi. Nonostante la morte prematura, Petrosino era riuscito ad inferire grosse perdite alle molte cosche mafiose che spadroneggiavano a New York, aveva cambiato il modo di lottare contra la malavita e, cosa ancora piu’ importante, aveva spinto il governo federale ad intervenire per salvare New York.-

E’ quindi auspicabile che organizzazioni italiane oltre all’ANPS continuino il loro ottimo lavoro per sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità’ politiche a favore di questo eroe italiano che tanto fece per migliorare e rendere piu’ sicura la società’ americana.

Pubblicizzare la giornata di Petrosino, dando ad essa nuova vita, è sicuramente una delle componenti principali di questo progetto, che contribuirà senza dubbio a compensare alcuni triti ed ingiusti stereotipi sugli italiani. Io stesso m’impegno a fare il possibile perché’ il 19 ottobre diventi un giorno di festa affermato, in cui si commemori come si deve un grande italiano che ha dato lustro al nostro paese. Per questo, mi auguro che politici, forze di polizia, associazioni varie e tutti quelli che apprezzano il sacrificio di Petrosino promuovano questa giornata, partecipando ad eventi e manifestazioni per tener viva la fama di questo poliziotto eccezionale, in modo tale che il 19 ottobre diventi anche la celebrazione della fratellanza esistente da sempre fra le forze di polizia italiana e quelle statunitensi, grazie anche e soprattutto ad agenti come Petrosino.

Presidente Anps-Usa-Isp.C. Sergio Cirelli

L’ANPS USA incontra l’Associazione Internazionale Joe Petrosino

da sx V. La Manna, E. Tepedino, A. Toriello, G. Melito Petrosino, S. Cirelli, V. Vegliante

Visita a Padula dell’ispettore Sergio Cirelli, Presidente della Sezione ANPS (Associazione Nazionale Polizia di Stato) di New York – New Jersey intitolata a Joe Petrosino. Su iniziativa del segretario dell’Associazione Int. Joe Petrosino, Enrico Tepedino, l’ispettore Cirelli è stato invitato a Padula e ha visitato la Casa – Museo del famoso poliziotto nel cuore del centro storico padulese, guidato dal pronipote Nino Melito Petrosino ed accolto dai soci del sodalizio padulese.  Sergio Cirelli dal 2003 è promosso alla qualifica di Ispettore Capo della Polizia di Stato; nel corso degli anni ha ricevuto moltissime onorificenze, tra cui il premio internazionale “Calabria – America” che ha ottenuto insieme alla consorte Tiziana. Dal 2004 fino al 2010 ha prestato servizio estero presso il Consolato Generale d’Italia a New York City e dal mese di maggio 2011 a tutt’oggi presta servizio presso il Consolato d’Italia a Newark (New Jersey). La visita ha rappresentato un momento di forte unione tra la realtà italiana e quella americana, in nome di Joe Petrosino, che alla lotta alla mafia e alla criminalità organizzata ha dedicato la sua intera esistenza.

- Filomena Chiappardo – ondanews -

 

I libri di Gianni Palagonia

Il Video della manifestazione

Sono stati presentati sabato scorso, presso l’Aula Consiliare in Piazza Umberto I a Padula, i libri dellosbirro antimafia Gianni Palagonia “Il Silenzio” e “ Nelle mani di nessuno”, evento a cura dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Città di Padula. Alla presentazione, moderata dal giornalista Antonio Sica, hanno preso parte l’Assessore Tiziana Bove Ferrigno, il Presidente dell’Associazione Giovanni Cancellaro, Nino Melito Petrosino, pronipote del poliziotto Joe Petrosino, che hanno ricordato quanto sia importante continuare oggi in tutti i modi e con tutti i mezzi a combattere la criminalità organizzata, sull’esempio di grandi uomini come Joe Petrosino, la cui vita è di grande attualità e viene raccontata ogni giorno nella Casa – Museo che gli ha dato i natali, unica in Italia ad essere dedicata ad un poliziotto.A relazionare sulle opere è stata Paola Toti, pronipote dell’eroe della Prima Guerra Mondiale Enrico Toti, legata da una profonda amicizia a Gianni Palagonia, impossibilitato a partecipare all’incontro per seri motivi di salute. Paola Toti, partendo dalle storie narrate nei libri, ha presentato la figura dello sbirro Palagonia, nome finto che nasconde un poliziotto vero che ha creduto e continua a credere profondamente nella sua missione di servitore dello Stato, impegnato in prima linea da anni nella lotta alla mafia, un impegno che lo ha assorbito completamente, tanto da fargli mettere in secondo piano anche gli affetti familiari e la propria vita privata. Attraverso le parole di Paola Toti, i presenti hanno conosciuto la figura di un eroe a noi contemporaneo, eroe perché crede profondamente nello Stato e compie il suo dovere con tanta fierezza da mettere a rischio ogni giorno la sua vita. La serata è stata dedicata a tutte le vittime della mafia e, come di consueto negli incontri di presentazione dei libri di Palagonia, un lungo applauso dei presenti le ha ricordate con emozione. Dalla serata è emerso un messaggio forte: ogni cittadino deve sentirsi in prima persona impegnato nella lotta alla criminalità, è di tutti la responsabilità di un Paese migliore, libero dalla nuova mafia che non si muove più attraverso stragi e morti ammazzati, ma attraverso le azioni di “colletti bianchi”, attraverso grandi appalti, affari sporchi e corruzione.I presenti hanno conosciuto una storia di rabbia e ostinazione, di un’Italia fatta di persone perbene che rischiano la pelle per consegnare alle nuove generazioni un Paese veramente libero dal cancro della mafia, che oggi si muove attraverso investimenti, politica ed uomini in giacca e cravatta che usano come armi le penne per firmare assegni e atti notarili.

Paola Toti ha invitato i presenti a sottoscrivere la petizione per salvare la squadra Catturandi di Palermo, impegnata a dare la caccia ai latitanti di Cosa Nostra e famosa per aver catturato boss come Bernardo Provenzano e Salvatore e Sandro Lo Piccolo, che rischia di essere smantellata per i tagli della spending review, come se la mafia fosse stata già sconfitta.
Anche attraverso queste azioni siamo chiamati a dimostrare la volontà di costruire un Paese migliore.

Filomena Chiappardo – ondanews -

5 gennaio 2013-Presentazione delle opere di Gianni Palagonia: “Il silenzio” e “Nelle mani di nessuno”

La locandina di presentazione dell'evento

La locandina di presentazione dell’evento

Si terrà sabato 5 gennaio, alle ore 18.00, presso l’Aula Consiliare in Piazza Umberto I di Padula, la presentazione delle opere di Gianni Palagoniasbirro antimafia: “Il silenzio” e “Nelle mani di nessuno”, evento a cura dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo della Città di Padula.
Gianni Palagonia è il nome falso di un poliziotto vero, costretto a nascondersi dietro uno pseudonimo per proteggere se stesso e i propri congiunti. I suoi due libri – verità parlano della mafia, che combatte da 25 anni, e di casi importanti del nostro Paese ai quali ha lavorato in squadre speciali della polizia, dall’immigrazione clandestina ai delitti di Marco Biagi ed Emanuele Petri.
I libri parlano di come la mafia operi ai giorni nostri trovando nuovi campi di azione in territori come quello aretino, toscano e umbro attraverso grandi risorse economiche: è un’infiltrazione pesante, continua, pericolosa.
La sua è una testimonianza che fa riflettere fortemente,
 poiché pone il lettore di fronte ai grandi appalti e ad affari sporchi, a stragi, a morti ammazzati, ad un Paese malato che non riesce a guarire dal cancro della mafia, che è penetrata dappertutto: “Quando c’è troppo silenzio è perché gli affari tirano”. Palagonia, però, apre uno spiraglio di speranza: “Nessuno si illuda, l’investigatore non getta la spugna, con fierezza, coraggio e determinazione persegue deciso il suo obiettivo. Verrà il giorno del colpo finale”.
Alla presentazione, moderata dal giornalista Antonio Sica, prenderanno parte Tiziana Bove Ferrigno, Assessore alla Cultura, Giovanni Cancellaro, Presidente dell’Associazione Petrosino, Nino Melito Petrosino, pronipote del poliziotto Joe Petrosino; a relazionare sulle opere sarà Paola Toti, pronipote del valoroso Enrico Toti, eroe della Prima Guerra Mondiale. 

Filomena Chiappardo – ondanews -