Associazione  Internazionale "Joe  Petrosino"

"The  Joe  Petrosino International Association Padula  (Sa)  -  Italy"

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L’ASSOCIAZIONE  JOE  PETROSINO  PER  LA  PACE 

L’Associazione Joe Petrosino si unisce a tutti coloro che giudicano l’eventuale guerra in Iraq una gravissima sciagura per l’umanità che provocherebbe centinaia di migliaia di vittime innocenti tra la popolazione civile senza risolvere le tensioni che tormentano il Medio Oriente le quali, invece, si aggraverebbero.

In particolare ci sentiamo vicini a papa Giovanni Paolo II di cui condividiamo le prese di posizione sulla pace e gli sforzi che fa per raggiungerla. Anche noi riteniamo, infatti, che ogni controversia internazionale va risolta con mezzi pacifici.

Ci uniamo a lui nella giornata di digiuno e di preghiera del 5 marzo ed invitiamo chiunque, singoli od associazioni, ad aderire.

(Padula, 2 marzo 2003)

L'APPELLO  DEL  PAPA  PER  IL  5  MARZO:

5 Marzo - Mercoledì delle Ceneri

GIORNATA DI PREGHIERA E DI DIGIUNO

PER LA CAUSA DELLA PACE

Carissimi Fratelli e Sorelle!

Da mesi la comunità internazionale vive in grande apprensione per il pericolo di una guerra, che potrebbe turbare l'intera regione del Medio Oriente e aggravare le tensioni purtroppo già presenti in quest'inizio del terzo millennio. E' doveroso per i credenti, a qualunque religione appartengano, proclamare che mai potremo essere felici gli uni contro gli altri; mai il futuro dell'umanità potrà essere assicurato dal terrorismo e dalla logica della guerra.

Noi cristiani, in particolare, siamo chiamati ad essere come delle sentinelle della pace, nei luoghi in cui viviamo e lavoriamo. Ci è chiesto, cioè, di vigilare, affinché le coscienze non cedano alla tentazione dell'egoismo, della menzogna e della violenza.
Invito, pertanto, tutti i cattolici a dedicare con particolare intensità la giornata del prossimo 5 marzo, Mercoledì delle Ceneri, alla preghiera e al digiuno per la causa della pace, specialmente nel Medio Oriente.

Imploreremo innanzitutto da Dio la conversione dei cuori e la lungimiranza delle decisioni giuste per risolvere con mezzi adeguati e pacifici le contese, che ostacolano il peregrinare dell'umanità in questo nostro tempo.

In ogni santuario mariano si eleverà verso il Cielo un'ardente preghiera per la pace con la recita del Santo Rosario. Confido che anche nelle parrocchie e nelle famiglie venga recitata la Corona per questa grande causa da cui dipende il bene di tutti.

A tale corale invocazione si accompagnerà il digiuno, espressione di penitenza per l'odio e la violenza che inquinano i rapporti umani. I cristiani condividono l'antica pratica del digiuno con tanti fratelli e sorelle di altre religioni, che con essa intendono spogliarsi di ogni superbia e disporsi a ricevere da Dio i doni più grandi e necessari, fra i quali in particolare quello della pace.

Fin d'ora invochiamo su questa iniziativa, che si colloca all'inizio della Quaresima, la speciale assistenza di Maria Santissima, Regina della Pace. Per sua intercessione, possa risuonare con nuova forza nel mondo e trovare fattiva accoglienza la beatitudine evangelica: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9)!

Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II nell'udienza generale che inaugura la Quaresima
"Serve sforzo comune per evitare un altro drammatico conflitto"

Il Papa nel giorno del digiuno
"Mai troppo tardi per la pace"

CITTA' DEL VATICANO

"Non è mai troppo tardi per dialogare: occorre da parte di tutti una consapevole assunzione di responsabilità e uno sforzo comune per evitare all'umanità un altro drammatico conflitto". Lo ha detto il Papa all'Udienza generale di oggi, interamente dedicata ad una riflessione sulla "Giornata di preghiera e di digiuno" indetta dallo stesso Pontefice. "Mentre entriamo nel tempo della Quaresima - ha spiegato Giovanni Paolo II ai circa 6500 fedeli radunati nell'Aula Nervi - non possiamo non tener conto dell'attuale contesto internazionale, nel quale si agitano minacciose tensioni di guerra".

L'ennesimo appello di Giovanni Paolo II alla pace ricorre nel giorno in cui per la Chiesa comincia la Quaresima, periodo di penitenza e espiazione. "Per questo - ha spiegato il Papa - ho voluto che l'odierno mercoledì delle Ceneri fosse una giornata di preghiera e di digiuno per implorare la pace nel mondo; dobbiamo chiedere a Dio innanzitutto la conversione del cuore, nel quale si radica ogni forma di male e ogni spinta verso il peccato; dobbiamo pregare e digiunare per la pacifica convivenza fra i popoli e le nazioni".

Papa Wojtyla, che da settimane è impegnato in uno sforzo incessante per scongiurare la guerra, ha suggerito che il pensiero di Dio deve "stimolare ciascuno di noi a proseguire in un'incessante preghiera e in un fattivo impegno per costruire un mondo dove l'egoismo ceda il posto alla solidarietà e all'amore". Solo convertendosi "alla penitenza e alla solidarietà", ha poi rimarcato il Pontefice, "si può costruire un ordine sociale improntato non ad un precario equilibrio di interessi in conflitto, ma ad un'equa e solidale ricerca del bene comune".

"Possa questa giornata di preghiera e di digiuno per la pace con cui apriamo la Quaresima - ha quindi auspicato - tradursi in gesti concreti di riconciliazione: dall'ambito familiare a quello internazionale, ciascuno si senta e si faccia corresponsabile della costruzione della pace". Perché, ha spiegato il Pontefice, quando è in gioco la pace, "non è mai troppo tardi per dialogare".

(La Repubblica, 5 marzo 2003)

Il ministro degli Esteri della Santa Sede Tauran
"Gli ispettori devono continuare il loro lavoro"

Il Vaticano: "Un crimine

la guerra senza il sì dell'Onu"

CITTA' DEL VATICANO

Aumenta la pressione del Vaticano contro l'intervento militare in Iraq. Dopo il durissimo messaggio di ieri di Giovanni Paolo II che ha invitato i cattolici di tutto il mondo a pregare e digiunare per la pace, oggi è toccato al capo della diplomazia della Santa Sede mandare un altro segnale. E il segnale è rivolto direttamente all'amministrazione degli Stati Uniti: una guerra unilaterale intrapresa da alcuni paesi contro l'Iraq, senza una decisione del Consiglio di sicurezza dell'Onu, sarebbe "un crimine contro la pace".

Sono le parole del ministro degli Esteri del Vaticano, monsignor Jean Louis Tauran, che ha ricordato a questo proposito il paragrafo 4 dell'articolo 2 della carta delle Nazioni Unite in cui si impone agli Stati di rinunciare alla guerra come mezzo per risolvere le vertenze internazionali.

Gli ispettori dell'Onu "devono poter continuare", il loro lavoro, ha aggiunto Tauran, "ci sono ancora spiragli di pace e di speranza". Il presule ha però sottolineato che "è necessario che i responsabili iracheni sappiano regolare il loro comportamento secondo il codice di condotta e di appartenenza alla società delle nazioni".

Ma resta fermo il richiamo all'importanza dell'Onu. Ogni azione "deve essere intrapresa e decisa nel contesto delle Nazioni Unite". "Solo il Consiglio dell'Onu ha il potere di decidere un intervento armato di legittima difesa, che presuppone l'esistenza di una aggressione previa", ha sottolineato Tauran.

(La Repubblica, 24 febbraio 2003)

Durante l'Angelus domenicale il Pontefice ha indetto
per il 5 marzo una giornata per scongiurare il conflitto

Appello del Papa contro la guerra
"Digiuno e preghiera per la pace"
"A qualunque religione si appartenga mai potremo
essere felici gli uni contro gli altri"

CITTA' DEL VATICANO

Il Papa si appella ancora una volta al mondo per scongiurare la guerra in Iraq. Dopo aver chiesto ieri al premier britannico Tony Blair, l'alleato Usa più convinto dell'inevitabilità del conflitto, di "adoperare le risorse offerte dal diritto internazionale per scongiurare la tragedia di una guerra", Giovanni Paolo II è tornato oggi a invocare una soluzione pacifica della crisi irachena. E, per farlo, ha indetto per il 5 marzo, mercoledì delle ceneri, una giornata di preghiera e di digiuno di tutta la Chiesa cattolica "per la causa della pace, specialmente nel Medio Oriente". Il Pontefice ha annunciato l'iniziativa durante l'Angelus domenicale di oggi.

"Noi cristiani in particolare siamo chiamati a essere come delle sentinelle della pace, nei luoghi in cui viviamo e lavoriamo", ha detto il Pontefice, "ci è chiesto di vigilare affinché le coscienze non cedano alla tentazione dell'egoismo, della menzogna e della violenza". "Invito tutti i cattolici a dedicare con particolare intensità la giornata del prossimo 5 marzo, mercoledì delle Ceneri, alla preghiera e al digiuno per la causa della pace, specialmente nel Medio Oriente", ha esortato il Papa. Giovanni Paolo II ha invocato "la conversione dei cuori e la lungimiranza delle decisioni giuste per risolvere con mezzi adeguati e pacifici le contese".

"Mai il futuro dell'umanità potrà essere assicurato dal terrorismo e dalla logica della guerra", "mai, mai, mai", ha ripetuto per tre volte Papa Wojtyla. Esso "potrebbe turbare l'intera regione del Medio Oriente e aggravare le tensioni purtroppo già presenti in questo inizio del Terzo Millennio". Giovanni Paolo II ha sottolineato come sia doveroso per i credenti, "a qualunque religione appartengano, proclamare che mai potremo essere felici gli uni contro gli altri".

La giornata di digiuno e preghiera, che coinciderà con l'inizio liturgico della quaresima, servirà per implorare "innanzitutto da Dio la conversione dei cuori e la lungimiranza delle decisioni giuste per risolvere con mezzi adeguati e pacifici le contese, che ostacolano il peregrinare dell'umanità in questo nostro tempo".

Dai santuari mariani alle parrocchie e alle famiglie, Giovanni Paolo II ha auspicato che si levi "un'ardente preghiera per la pace con la recita del Santo Rosario". "A tale corale invocazione - ha aggiunto - si accompagnerà il digiuno, espressione di penitenza per l'odio e la violenza che inquinano i rapporti umani. I cristiani condividono l'antica pratica del digiuno con tanti fratelli e sorelle di altre religioni, che con essa intendono spogliarsi di ogni superbia e disporsi a ricevere da Dio i doni più grandi e necessari, tra i quali in particolare quello della pace".

Per intercessione della Madonna, ha concluso, "possa risuonare con nuova forza nel mondo e trovare fattiva accoglienza la beatitudine evangelica "beati i costruttori di pace, perché sanno chiamati figli di Dio".

(La Repubblica, 23 febbraio 2003)

Faccia a faccia di mezz'ora oggi in Vaticano
Poi il premier britannico incontra Sodano e Tauran
Il Papa a Tony Blair
"Scongiurare la guerra"
Un ennesimo, accorato appello per la pace: "Bisogna sfruttare
le risorse del diritto internazionale per evitare una tragedia"

CITTA' DEL VATICANO

Di fronte alla crisi irachena, "si faccia ogni sforzo per evitare al mondo nuove divisioni": è quanto ha chiesto oggi il Papa al premier britannico Tony Blair, ricevuto in udienza alla Santa Sede. Un ennesimo accorato appello per la pace lanciato dal Pontefice, e rivolto a uno dei leader mondiali più convinti dell'inevitabilità del conflitto. Eppure, malgrado i tanti segnali negativi, Giovanni Paolo II non demorde: "Bisogna adoperare - ha detto oggi al suo interlocutore - le risorse offerte dal diritto internazionale per scongiurare la tragedia di una guerra".

           Blair dal Papa (AP)

Non si sa quanto il primo ministro inglese abbia concordato con lui. In ogni caso, il colloquio tra il Papa e Blair - ha riferito il portavoce vaticano, Joaquin Navarro Valls - si è svolto in "un clima cordiale" ed è durato mezz'ora. Nel corso dell'incontro "si è parlato della complessa congiuntura internazionale, con particolare riguardo al Medio Oriente".

Subito dopo l'udienza con il Pontefice, il premier britannico si è incontrato con il segretario di Stato vaticano, il cardinale Angelo Sodano, e con il "ministro degli Esteri" della Santa Sede, monsignor Jean Louis Tauran. I due diplomatici hanno ribadito a Blair, secondo il resoconto fatto da Navarro," la necessità che tutte le parti interessate nella nota crisi irachena possano collaborare con l'Onu e sappiano adoperare le risorse offerte dal diritto internazionale, per scongiurare la tragedia di una guerra che da più parti si reputa ancora evitabile". "Speciale considerazione - ha aggiunto il portavoce - è stata data alla situazione umanitaria del popolo iracheno, già tanto duramente provato da lunghi anni di embargo".

Si è conclusa così un'altra giornata intensa, sul fronte degli sforzi per scongiurare la guerra. Giornata cominciata con l'arrivo di Blair in Vaticano, intorno alle 10,40, in leggero anticipo rispetto all'udienza papale fissata per le 11. Nel cortile di San Damaso, un picchetto della Guardia Svizzera gli ha reso gli onori del cerimoniale. Blair era accompagnato dalla moglie Cherie, che è cattolica, e dai figli.

Il Papa ha accolto il premier nella sua biblioteca privata e i due uomini si sono seduti uno accanto all'altro, su due poltrone, per un colloquio privato durato una trentina di minuti. Al termine dell'udienza, Blair ha presentato al pontefice la sua famiglia e gli ha fatto omaggio di due doni: un vaso in porcellana con un dipinto del portone di Downing Street 10, la residenza del primo ministro britannico, e una statuetta in bronzo di Santa Margherita di Scozia. Giovanni Paolo II ha ricambiato con le tradizionali medaglie del suo pontificato.

(La Repubblica, 22 febbraio 2003)