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VI edizione Premio “Joe Petrosino” (28 aprile 2007) Relazione di Claudio Pozzi (presidente Associazione Internazionale “Joe Petrosino”) Introduzione, saluti e ringraziamenti Eccoci anche quest’anno all’appuntamento con questa manifestazione durante la quale diamo un riconoscimento intitolato a Joe Petrosino a chi si è distinto nella lotta alla criminalità. Innanzitutto manifestiamo gratitudine al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha dimostrato una grandissima sensibilità inviandoci due messaggi che verranno letti dal vicepresidente, con i quali, tra l’altro, esprime il suo vivo apprezzamento verso questa manifestazione. Ma lo ringraziamo ancora perché proprio ieri abbiamo avuto una telefonata dagli uffici del Quirinale che ci ha annunciato la spedizione e l’arrivo imminente di una sua personale targa premio che verrà esposta presso la Casa Museo di Joe Petrosino. Ciò ci riempie il cuore di gioia ed evidenzia la grande attenzione che il Capo dello Stato presta per i temi della Legalità, per Joe Petrosino e per la nostra iniziativa. Esprimiamo riconoscenza anche verso il Presidente del Senato Franco Marini e della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti per i patrocini che ci hanno concessi. Anche il Ministro dell’Interno Giuliano Amato ci ha fatto informare dal suo ufficio di aver concesso il patrocinio del suo Ministero. Ringraziamo per i patrocini anche il Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, della Provincia di Salerno Angelo Villani, della Comunità Montana Vallo di Diano Vittorio Esposito ed il Sindaco di Padula Giovanni Alliegro anche nella sua qualità di presidente del Centro Studi Ambiente e Legalità “Joe Petrosino” cha ha collaborato all’iniziativa. Il Capo della Polizia Giovanni De Gennaro, non potendo essere presente, tramite la sua segreteria, ci ha inviato un messaggio di saluto. Il Prefetto Claudio Meoli ha incaricato il Questore Domenico Pinzello a rappresentarlo. Ringraziamo entrambi come pure tutti i rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali. Ringrazio il Sen. Nicola Mancino e l’assessore regionale Andrea Abbamonte presente qui anche a nome del Presidente Bassolino. Ringrazio tutti i presenti scusandomi per le inevitabili omissioni, le autorità, i premiati, i rappresentanti delle forze dell’ordine di ogni arma e grado. Un ringraziamento particolare porgo all’on. Tino Iannuzzi che si è prodigato per la buona riuscita di questa manifestazione. Per lo stesso motivo ringrazio il Capitano Costa, il Tenente Ruotolo e l’Ispettore Carrano. Non posso fare a meno di esprimere un elogio ai soci dell’Associazione Internazionale “Joe Petrosino” che hanno lavorato per organizzare questo evento. Illustrazione del premio Qualche parola per illustrare questa VI edizione del Premio Joe Petrosino. Abbiamo introdotto alcune novità: Innanzitutto non premiamo più una singola persona. Quest’anno abbiamo una rosa di premiati per evidenziare che la battaglia contro la criminalità si può vincere solo se c’è una forte collaborazione tra più forze in campo, tra istituzioni e società civile. Se non c’è un forte scatto dei cittadini di rivolta verso la criminalità non si potrà mai vincere. La lotta al crimine non è esclusiva solo delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Premiamo il Sen. Nicola Mancino, Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, già Presidente del Senato, per l'impegno profuso in particolare quando, come Ministro dell'Interno, affrontò una difficile fase politica dopo le uccisioni di Falcone e Borsellino. Diamo ancora il riconoscimento al Gen. Roberto Speciale, comandante generale della Guardia di Finanza, sia per premiare tramite lui un’intera Arma che è sempre in prima linea nella lotta contro il crimine sia per essersi egli stesso distinto in tutta la sua carriera ed in particolare quando concepì, organizzò e guidò l’operazione “Vespri Siciliani” voluta dal Governo nel 1993 (Ministro dell’Interno era proprio il Sen. Nicola Mancino) quando inviò l’esercito in Sicilia per affiancare le forze di polizia dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio. Con l’occasione salutiamo e ringraziamo il Generale di Divisione Francesco Saverio Polella, Comandante Interregionale dell’Italia Meridionale della Guardia di Finanza che è qui per ritirare il premio per conto del Comandante Generale. Quest’anno, accanto ai premiati rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine ci sono anche i ragazzi ed il Vescovo di Locri che hanno compiuto azioni molto forti di ribellione contro la ‘ndrangheta. Mi vennero i brividi nell’ottobre del 2005 quando ascoltai dalla tv la notizia che a Locri, dopo l’omicidio di Francesco Fortugno, i giovani erano venuti in massa a protestare per questa barbara uccisione ed avevano espresso la loro ribellione stendendosi a terra ed esponendo cartelli che recavano la scritta “e adesso ammazzateci tutti”. Due giorni prima Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, aveva fatto loro un discorso autocritico verso la classe politica che rappresentava dicendo tra l’altro: “Dobbiamo ritornare a fare una politica trasparente, dobbiamo fare in modo che voi giovani crediate in noi”. Quando lo uccisero questi giovani si sentirono colpiti in prima persona. Il Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, Mons. GianCarlo Maria Bregantini, svolge un’azione importantissima per svincolare centinaia di giovani dalle grinfie della ‘ndrangheta attraverso la creazione di cooperative dove i giovani trovano lavoro. Danno talmente fastidio alla ‘ndrangheta queste cooperative che più di una volta hanno subito ogni sorta di attentati. Nel marzo del 2006 il Vescovo Bregantini lanciò addirittura una scomunica contro i mafiosi che avevano danneggiato con un acido oltre 10.000 piantine in un terreno agricolo di una cooperativa. Un’altra novità quest’anno è costituita dall’aver assegnato il premio anche al Capo della Polizia di New-York Joe Esposito ed al Vice Capo Anthony J. Izzo per significare il grande legame che c’è tra la città di Padula e la città di New-York dove Joe Petrosino svolse come poliziotto la sua prestigiosa battaglia alla mafia italo-americana. Sono tante le forze in campo che si mobilitano per affermare i valori di legalità e di giustizia ed è importante, quindi, che questo impegno venga incoraggiato premiando il loro entusiasmo con un riconoscimento ufficiale. Per questo motivo cogliamo l’occasione di questa manifestazione che è divenuta di volta in volta più prestigiosa con tante presenze autorevoli, per attribuire, oltre ai summenzionati premi, alcuni attestati di benemerenza. Innanzitutto assegniamo una menzione speciale al presidente della provincia di Salerno dott. Angelo Villani perché questo Ente, sotto la sua dirigenza, dà un sostegno grandissimo anche economico alla gestione della Casa-Museo di Joe Petrosino promuovendo così la memoria dell’illustre poliziotto e la diffusione dei valori di Legalità e Giustizia che egli rappresenta. Attribuiamo poi un attestato di benemerenza all’Assessore Provinciale alle Politiche Ambientali avv. Angelo Paladino che nell’aprile del 2004 è stato il promotore dell’istituzione del Centro Studi Ambiente e Legalità “Joe Petrosino” finalizzato alla verifica ed al contrasto dei reati ambientali nel territorio del Cilento e del Vallo di Diano. Un riconoscimento diamo ancora al Cav. Mario D’Elia, Presidente del Comitato della Città di New-York per le Celebrazioni del Centenario della morte di Joe Petrosino, per l’azione che svolge per diffondere i valori di Legalità e Giustizia nel nome dell’illustre poliziotto italo-americano. Ancora consegniamo un attestato di benemerenza ai comandanti responsabili delle tre Armi delle Forze dell’Ordine presenti sul nostro territorio, al dott. Francesco Minniti per la Polizia Autostradale, al Capitano Giuseppe Costa per i Carabinieri ed al Ten. Bruno Ruotolo per la Guardia di Finanza. Questo per evidenziare il legame che le istituzioni che essi rappresentano hanno con cittadini dei quali difendono la sicurezza e, nello stesso tempo, per esprimere la volontà e la necessità che noi cittadini affianchiamo loro nella azione che svolgono. Concludo dando un caloroso saluto ai giovani presenti perché è nelle giovani generazioni che riponiamo la nostra speranza in un mondo migliore. Ragazzi vi invito davvero a far crescere nei vostri cuori desideri di legalità e di convivenza civile. Ciascuno di noi può contribuire al progredire di questi valori. |