Autorità,
Cittadini tutti
l’Associazione Internazionale “Joe Petrosino” ha dato a me l’onore di presentare il Procuratore Generale della Repubblica Cons. dott. Gian Carlo Caselli.
Dopo Falcone, Borsellino e Tinebra, il Premio “Joe Petrosino” viene assegnato ad un altro Magistrato: “GIAN CARLO CASELLI”.
Conserverò per tutta la vita l’orgoglio di aver proposto io, l’attribuzione del premio a Gian Carlo CASELLI.
Devo dire -però- che la proposta è stata accettata all’UNANIMITA’ dai Soci.
Il Procuratore Gian Carlo Caselli è un Grande ITALIANO!
La Strumentalizzazione Politica, costruita a tavolino da Soggetti mediocri e privi di SENSO DELLO STATO, non ha impedito che -già oggi- Gian Carlo Caselli sia considerato uno degli uomini INCANCELLABILI DALLA STORIA D’ITALIA.
CHI E’ GIAN CARLO CASELLI?
1) Gian Carlo Caselli è nato ad Alessandria il 9/maggio/1939;
2) Ha conseguito la Maturità Classica presso il prestigioso Liceo SALESIANO “VALSALICE”” di Torino;
3) Ha vinto il Concorso da Magistrato nel 1967;
4) Negli Anni Settanta, è stato Giudice Istruttore Penale presso il Tribunale di Torino;
5) Per circa dieci (10) anni -1976/1985- come Giudice Istruttore, presso il Tribunale di Torino, si è occupato di reati legati al Terrorismo (svolgendo inchieste memorabili su Prima Linea e Brigate Rosse);
6) Nel 1984, è stato Componente della Commissione Ministeriale costituita per l’analisi del Testo di Delega del Nuovo Codice di Procedura Penale;
7) Dal 1986 al 1990, è stato Componente del Consiglio Superiore della Magistratura;
8) Nel 1991, è stato Consulente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Terrorismo e sulle “Cause della Mancata Individuazione dei Responsabili delle Stragi Italiane”;
9) Nel 1991, è stato nominato Magistrato di Cassazione;
10) Nel 1991, è stato nominato Presidente della Prima Sezione della Corte di Assise di Torino;
11) Nel 1993 dall’ottimo Magistrato -viene fuori l’uomo di Stato- dopo la vile e barbara uccisione di Falcone e di Borsellino e degli Agenti delle scorte chiede ed ottiene la nomina a Procuratore della Repubblica di Palermo;
12) Dal 1993 al 1999, come Pubblico Ministero Capo di Palermo -ha ideato una nuova strategia di lotta alla Mafia- puntando l’indice accusatore contro i “colletti bianchi”, ossia contro il secondo livello della Mafia, senza guadare in faccia a nessuno;
13) Nel luglio 1999, è stato nominato Direttore Generale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Italiana;
14) Nel 2001, è stato nominato Rappresentante Italiano nell’Organizzazione Comunitaria Euro-Just contro la Criminalità Organizzata con sede a Bruxelles;
15) Oggi è Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Torino.
Cari Signori,
non posso chiudere la mia breve presentazione senza rivolgere una domanda all’Illustre Premiato.
Sig. Procuratore, la Nostra è un’Associazione di Volontari che limita il suo agire al problema della “Legalità”.
Un suo Collega -qualche anno addietro- mi disse: “Avv. D’Aiuto, ma Lei vuole capire o no che in Campania c’è la “Camorra”, in Sicilia c’è la “Mafia”, in Calabria c’è la ‘Ndrangheta”, in Puglia c’è la “Sacra Corona Unita” e …..nel Cilento e nel Vallo di Diano c’è “la POLITICA”.
Se questo è il quadro io -con le mie conoscenze- in questa splendida Certosa di San Lorenzo, fondata nel 1306 da Tommaso di Sanseverino -Conte di Marsico e Padrone del Vallo di Diano- Le chiedo:
“Lei non pensa che la Mala Politica debba essere combattuta con la stessa abnegazione con cui si combatte la Criminalità Organizzata?”.
Mi riferisco -ovviamente- a quella politica clientelare che, senza uccidere, svilisce le speranze dei Nostri Giovani e “di fatto” annulla le possibilità di sviluppo di una consistente parte del Nostro Territorio Meridionale.
Vi Ringrazio
-Loreto D’Aiuto-