A New York come ogni anno, il gala nel ricordo di Joe Petrosino da: “La Voce d’NY”

In memoria del poliziotto neyorkese ucciso 105 anni fa dalla mafia a Palermo, la Lt.Det. Joseph Petrosino Association in America ha consegnato in un locale di Howard Beach gli annuali riconoscimenti.Immagine
Il nome di Joe Petrosino è molto noto a New York: un poliziotto italoamericano che nei primi anni del Novecento si distinse per la sua lotta alla Mano Nera,l’organizzazione di stampo mafioso che dilagava a Little Italy. Ricatti, estorsioni, omicidi,avevano presa facile tra gli immigrati italiani che vivevano in condizioni di grande povertà e ignoranza, era diventata una questione di ordine sociale, ma anche economica, culturale, e l’allora assessore della Polizia Theodore Roosevelt (diventato poi presidente degli Stati Uniti) ripose la sua fiducia in questo poliziotto italiano serio, determinato, coraggioso, promuovendolo sergente e mettendolo a capo di una squadra per combattere la criminalità in quei quartieri dove la mafia stava rovinando la vita di centinaia di migliaia di persone.Non erano solo il senso del dovere e l’etica del lavoro a spingere Petrosino a prendere a cuore quella che era per lui in realtà una missione: si trattava della vita di uomini e donne che conosceva bene, che vivevano in condizioni di estrema difficoltà,che venivano messi in ginocchio dalla mafia, derubati, terrorizzati,uccisi, e sapeva che le radici di quel male erano da ricercare anche altrove, in quell’Italia da cui anche lui veniva.Le sue tecniche investigative furono innovative,lavorava sotto copertura, risolse casi importanti, da sergente divenne tenente, Lieutenant Detective per l’esattezza, del New York Police Department, e in questa veste andò in Sicilia il 12 marzo del 1909, in una missione top secret ma, si sa, le voci corrono in fretta, Joe Petrosino era atteso, e venne assassinato a poche ore dal suo arrivo nella centralissima Piazza Marina di Palermo.

Svelato killer di Joe Petrosino: a New York commemorazione sulla tomba del poliziotto di origini padulesi

La tomba di J. Petrosino al Calvary Cemetery

A pochi giorni di distanza dalle rivelazioni che hanno svelato il nome del killer di Joe Petrosino, nel Cimitero del Calvario di New York si è tenuta una solenne commemorazione, alla presenza, tra gli altri, dell’ANPS sez. New York – New Jersey e dell’Associazione Lt. Det. Joseph Petrosino, che in America lavorano con impegno e passione per mantenere vivi il ricordo e l’esempio di Joe Petrosino: le sue ostinate e meticolose indagini sulla Mano Nera, che lo portarono nel 1909 a tornare in Italia, costarono la vita al detective, facendone una delle prime vittime illustri della mafia.

Paolo Palazzotto ha ucciso Joe Petrosino il 12 marzo 1909,questa la verità a 105 anni di distanza, un “vanto” per la famiglia Palazzotto e per la sua tradizione di appartenenza alla mafia: “Ha fatto lui l’omicidio del primo poliziotto ucciso a Palermo, lo ha ammazzato lui Joe Petrosino”, parole pronunciate dal giovane Domenico Palazzotto, arrestato insieme ad altri 94 “uomini d’onore”.

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da sx il giudice Grasso, Jo Di Pietro,Sergio Cirelli (Presidente ANPS USA sez. New York New Jersey), Jim Lisa (Presidente Lt. Joe Petrosino Association in America), sig.ra Vita Scaturro, rag. Pasquale Carucci

 

Padula, New York, Palermo, i tre luoghi simbolo della vita e dell’azione di Petrosino, sono state scosse da una ventata di emozioni: una notizia così importante non può assolutamente lasciare indifferenti. E così a New York, sulla tomba del detective, si è tenuto un momento di commemorazione e di ricordo di Joe Petrosino: “Se oggi noi tutti siamo qui sulla tomba di Joe Petrosino è anche per dire grazie alla Polizia di Stato per il lavoro meticoloso nella ricerca della verità -  ha dichiarato nell’occasione Sergio Cirelli, Pres. ANPS se. New York – New Jersey – E’ a loro che deve andare il nostro più sentito ringraziamento per essere arrivati alla conclusione di una storia iniziata nel 1909, ponendo fine alle indagini di quest’ omicidio così brutale.  La chiusura del caso Petrosino è particolarmente significativa, perché dimostra come, per la Polizia di Stato, la lotta alla criminalità organizzata sia un impegno continuo, che non  non conosce limiti di tempo”.

Il cammino di chi lotta contro la mafia non si ferma con la morte, così come affermato dal giudice Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”

- Filomena Chiappardo – ondanews del 1.7.2014

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un momento della cerimonia

RISOLTO OMICIDIO DI JOE PETROSINO By Vita Scaturro (tratto da GIA edition XXVI del 26 giugno 2014)

Dopo centocinque anni, svelata l’identità del killer di Joe Petrosino, il detective più famoso di tutti i tempi. A fermare in Sicilia il suo cammino di poliziotto coraggioso e determinato fu Paolo Palazzotto.Il nome non è nuovo, perché questo mafioso fu il primo sospetto ad essere interrogato dopo l’omicidio di Petrosino, per essere poi scarcerato per insufficienza di prove. Nel corso degli anni, si sono menzionati come responsabili dell’assassinio vari membri di cosche criminali come i Costantino, i Lupo, i Morello e i Passananti, ma sia i giornali che le indagini hanno sempre tenuto aperta la pista del Palazzolo. Questi ammazzò

da sx Nino Melito Petrosino (pronipote di Joe), Sergio Cirelli (presidente ANPS USA sez New York New Jersey)

da sx Nino Melito Petrosino (pronipote di Joe), Sergio Cirelli (presidente ANPS USA sez New York New Jersey)

Petrosino per conto di Vito Cascioferro, mentre il tenente della polizia di New York si trovava in missione a Palermo. La sera del 12 marzo 1909, ricevette una telefonata da un falso informatore (il Palazzolo), il quale gli chiese d’incontrarlo in Piazza Marina, per fornirgli informazioni su alcuni boss locali. Era una trappola, e appena Petrosino arrivò all’appuntamento fu freddato da tre colpi di pistola in rapida successione, che crearono panico fra la piccola folla che aspettava l’arrivo del tram a pochi passi di distanza.La soluzione del caso è venuta dalle intercettazioni telefoniche che hanno portato in carcere in questi giorni un gran numero di mafiosi siciliani. In una delle registrazioni, si sente Domenico Palazzolo (arrestato questa mattina) che si vanta dell’appartenenza della propria famiglia alla mafia da moltissimi anni, affermando ad un certo punto che Joe Petrosino è stato assassinato da Paolo Palazzolo, lo zio di suo padre, per ordine di Vito Cascioferro. ”Il 23 giugno 2014 diventerà una data storica per  le forze di polizia italiane e statunitensi, perché oggi, grazie all’arresto di novantacinque malavitosi a Palermo, sappiamo finalmente con certezza chi assassinò il tenente Joe Petrosino nel 1909″. Così ha commentato Sergio Cirelli, Ispettore Capo della Polizia di Stato, alla notizia che il caso Petrosino è stato risolto. Sergio Cirelli, in qualità di fondatore e Presidente dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato di New York e del New Jersey, intitolata a Joe Petrosino, è particolarmente lieto dell’annuncio odierno: “Sono molto grato alle forze dell’ordine per il lavoro meticoloso svolto alla ricerca della verità. E’ a loro che deve andare il nostro più sentito ringraziamento, per esser arrivati alla conclusione di una storia iniziata nel 1909, ponendo fine alle indagini di quest’ omicidio così efferato.” Inoltre il Presidente Cirelli ha dichiarato “ La chiusura del caso Petrosino è particolarmente significativa perché dimostra come la lotta alla criminalità organizzata delle forze dell’ordine sia  un impegno continuo che non si arrende mai e non conosce limiti di tempo. Se è indubbio che in questo caso specifico vi sia stato un pizzico di fortuna, è altrettanto vero che l’operato della polizia, svolgendosi su molti fronti, sempre con la massima tenacità, crea situazioni favorevoli che portano risultati ben al di là di uno specifico obiettivo di giustizia.”

Piazza Marina Palermo 12 marzo 1909- 2014 – 105 anni dalla morte di Joe Petrosino -

La locandina dell'evento

La locandina dell’evento realizzata dall’ANPS sezione di Palermo

Il prossimo 12 marzo, una delegazione dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino e di cittadini padulesi renderà omaggio al poliziotto Joe Petrosino a Palermo, a Piazza Marina, luogo dell’agguato che costò la vita al detective simbolo della lotta contro la “Mano Nera”.

Alle ore 10.00, all’Hotel De France, si terrà un incontro-dibattito sulla figura di Joe Petrosino e alle ore 16.00 avrà poi luogo la commemorazione ufficiale alla presenza del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e di autorità civili e militari. A seguire, presso il Palazzo delle Aquile, si terrà la presentazione in prima nazionale del libro “L’omicidio di Joe Petrosino” di Anna Maria Corradini. Oltre all’autrice, interverranno il sindaco Orlando, il sindaco di Padula, Paolo Imparato, Nino Melito Petrosino, pronipote del poliziotto, Tiziana Bove Ferrigno, Assessore alla Cultura del Comune di Padula, Giovanni Cancellaro, presidente dell’associazione internazionale Joe Petrosino e Sergio Cirelli, presidente dell’ANPS ( Associazione Nazionale Polizia di Stato) sez. New York – New Jersey.

Continua la collaborazione tra l’Associazione Internazionale di Padula e l’ANPS con la realizzazione da parte della sezione di Palermo della locandina delle celebrazioni 2014. Oltre alla celebrazioni ufficiali, presso la Residenza Universitaria “San Severio”, grazie all’impegno dell’Istituto Superiore per la Difesa delle tradizioni e del prof. Roberto Trapani della Petina, è prevista anche la consegna di una statua raffigurante Joe Petrosino, realizzata dal giovane scultore Gabriele Venanzio e di un dipinto della pittrice Federica Scaletta, che andranno ad arricchire ulteriormente le opere realizzate in onore del poliziotto, diventando patrimonio della Città di Padula.

- Filomena Chiappardo – ONDANEWS

 

L’ omicidio di Joe Petrosino. Misteri e rivelazioni di Corradini Anna Maria

L' omicidio di Joe Petrosino. Misteri e rivelazioniLa ricostruzione della complicata storia è un mosaico le cui tessere sono state collocate dopo un’attenta analisi di tutto quello che erano indizi e prove raccolte nel dossier dagli inquirenti. Il delitto rimase impunito per una serie di circostanze che saranno evidenziate nella presente opera, sempre deducibili da precisi riferimenti contenuti negli articoli e nei documenti archivistici, nonché con il fondamentale contributo di altre pubblicazioni accreditate sull’argomento, come quelle di Arrigo Petacco e Andrea Volpes, fondamentali come guida per gli ulteriori approfondimenti di questo lavoro. Gli autori, entrambi giornalisti, hanno scritto interessanti pagine sul caso rimasto irrisolto. Anche se non si potrà mai sapere chi furono gli esecutori e i mandanti del terribile delitto, tuttavia questa ulteriore ricerca si prefigge di apportare un contributo significativo sull’intricata vicenda dell’omicidio.

Casa-Museo -Notizie utili

5 BUONI MOTIVI PER VISITARE LA “CASA MUSEO”

1) L’unica  casa-museo, in Italia, dedicata ad un esponente delle Forze dell’Ordine; (status di ”Interesse Regionale” dalla Regione Campania, Encomi vari). N.B. -(Istituzione Com.le il 30/8/1986 con Mostra in Certosa ed oltre un milione di visitatori; trasloco nella casa natale di Joe nel 1999, con inaugurazione della casa-museo il 6 luglio 2000);

2) La  prima, in Italia,dedicata alla lotta alla mafia;  (tratta temi come: la Legalità. la Giustizia, l ’ Emigrazione).

3)  L’unica,   in Italia, con una Guida Straordinaria nella persona di un discendente, il pronipote di Joe, che è gratuitamente a disposizione di Gruppi e Scuole, per offrire inedite testimonianze di famiglia (in assenza, la guida è assicurata dalle custodi).

4)  L’unica,   in Italia, aperta tutti i giorni dell’anno  (Capodanno, Natale,Pasqua,Pasquetta,1 maggio, 25 aprile, 15 agosto etc…) con tre orari diversi: ora solare (10-13/15-18); ora legale, prefestivi (10-13/15-19); nei ‘ponti’, festivi e in estate vi è l’orario continuato (10/20). N.B. Per esigenze da parte dei visitatori, previo avviso, assicuriamo la guida in inglese, tedesco, francese, spagnolo, accoglienza turistica e park.

5)  L’ unica, in Italia, col personale che veste la divisa della Polizia americana, per disposizione della stessa.

 

Per prenotazioni ed informazioni:

  • casa museo tel 0975 081009
  • pronipote di Joe cell 329-1854799;
  • info@joepetrosino.org

Notizie Flash

NOTIZIE FLASH

  • Lt. Joe Petrosino (1860- 1909) matricola 285
  • (1o Ufficiale italiano della Polizia di New York -luogotenente-)
  • Nato a Padula (SA) il 30 agosto 1860 – assassinato a Palermo il 12 marzo 1909

Alcune Intuizioni:

  • Scoprì la prima organizzazione criminale a New York “la Mano Nera ”, intuendone le radici (fu aiutato dalla conoscenza della lingua italiana, da un grosso intuito, da un grande coraggio)
  • Creò la tecnica dei travestimenti (si ispira oggi l’attuale D.I.A.-Direzione Investigativa Antimafia-); (New York Times: “era più ricco di indumenti e di parrucche l’armadio di Petrosino che quello di un Teatro ”);
  •  Formò la prima squadra di poliziotti (l’Italian Branch, divenuta poi Italian Legión);
  • Formò la prima squadra di artificieri che chiamò Bomb Squad (1903)-oggi si chiama ancora così;
  • Ravvisò l’opportunità che i Capi di Stato e di Governo coordinassero la loro azione al fine di formare un’unica strategia contro la criminalità e fu il precursore dell’attuale F.B.I.,nata più tardi.

Alcune Imprese:

  • Effettuò  900 arresti in un anno, assicurando alla Giustizia circa 20.000 criminali, in soli 25 anni di servizio (19 ottobre 1883 /12 marzo 1909), in quanto la sua carriera fu spezzata a 49 anni;
  • Salvò la vita al tenore Enrico Caruso da un attentato, dopo una’prima’al Metropolitan di New York;
  • Protesse la comunità italo-americana e non solo dai criminali, individuando le loro losche attività;
  •  Intuì che trattavasi  di un complotto messo in atto dagli anarchici di Paterson (N.J.), guidati da Gaetano Bresci, che portò all’assassinio del nostro re Umberto Io, mettendo sulla pista giusta la polizia italiana, nonché tanto altro ancora…da scoprire nella sua casa-museo a Padula (SA ), (inserita nel “Biglietto Unico Padula” -un patrimonio straordinario intorno ad un ‘Unicum’-), sita nel cuore del Centro Storico alla via Giuseppe Petrosino 6, attraverso un mirato percorso espo­sitivo, che si compone di 24 Sezioni. con la sceneggiatura e la regia del Centro Morandi di Roma, lungo il quale, oltre alla suggestiva ambientazione d’epoca, è possibile rivivere la sua infanzia, le sue gesta leggendarie,-(l’uomo, nato detective, che riscattò l’Italia conquistando l’America), toccando con mano la fama che quest’uomo del Sud ha avuto nel mondo;  scoprirete, poi, nella sezione n.5, le prime avvisaglie del tradimento, poi la sua divisa, il suo amore per la musica, la sua straordinaria attualità a New York, i suoi due Funerali di Stato, l’Emigrazione e molto di più.
  •  Si   consiglia di parcheggiare l’auto in piazza Umberto Io, poi, direzione Farmacia  la casa è raggiungibile a piedi per 200 mt. seguendo l’apposita segnaletica;il percorso è arricchito dalla “Veduta Panoramica di S.Croce”, già mèta di visitatori, con veduta aerea sul Vallo di Diano;
  • Previa  telefonata prima dell’uscita Padula-Buonabitacolo dall’autostrada A/3, il personale della casa-museo accoglie i pullman a valle, li guida nel Centro Storico ove il park è gratùito, fino alla casa-museo, dove sono accolti dal pronipote di Joe, e li riaccompagna (servizio-gratis).

Per le scuole di ogni ordine e grado

Per le Scuole di ogni ordine e grado:

La legalità è un tema di forte attualità nella società contemporanea.

“Educare alla legalità significa anche conoscere la storia di personaggi che hanno dedicato e poi, in taluni casi, anche immolato la propria vita per combattere le organizzazioni criminali.

L’Associazione Internazionale “Joe Petrosino” con la casa-museo di Joe Petrosino, l’unica in Italia dedicata ad un esponente delle Forze dell’Ordine, vuole commemorare, ma soprattutto vuole far approfondire la storia del detective più famoso e celebrato d’America:

Joe Petrosino scoprì per primo i legami tra la Mafia italo-americana e quella siciliana, creò la tecnica dei travestimenti, formò la prima squadra di poliziotti e la prima squadra di artificieri, nonché assicurò alla Giustizia circa 20.000 criminali. Intuizioni ed imprese alla base della sua azione.

Un interessante spaccato d’epoca e tanto altro ancora.

Il Museo attraversa, tra le sue 24 Sezioni, il periodo che va dal 1860 fino ai giorni nostri, il tutto magistralmente narrato dal pronipote di Joe, coadiuvato dalle custodi-guide, in uniforme della Polizia di New York”.

Riprendiamo l’articolo del presidente dell’ANPS Usa -Isp.C. Sergio Cirelli- pubblicato sul GIA

Articolo pubblicato sul Gia -Giornale Italo Americano -Edition XXXXVII -November ( 21 ) Novembre 2013

“ CERIMONIA IN ONORE DI “ JOE PETROSINO ”

Comunicazione del Presidente Anps-Usa Sergio Cirelli

Tomba di Joe Petrosino al Calvary Cemetery

Tomba di Joe Petrosino al Calvary Cemetery

Ottobre di quest’anno, si è tenuta a New York una cerimonia commemorative in onore di Joe Petrosino. Una delegazione del distretto cittadino del Queens, in rappresentanza del sindaco, si e’ riunita davanti alla tomba del famoso eroe della polizia newyorkese nel cimitero Calvary, per depositare una corona di fiori. La tomba si trova in una zona abbastanza appartata, nel Queens Boulevard alla Cinquantaduesima Street, nel Calvary 4, sezione 22, campo 9, area K, tomba 17/18 ero presente in qualità di Presidente dell’Anps-Usa (Associazione Nazionale Polizia di Stato, Sezione Stati Uniti), insieme ad alcuni rappresentanti della Lt. Det. Joe Petrosino Association in America, Inc; e’ anche intervenuto il pronipote di Petrosino, il prof. Melito, con una delegazione giunta da Padula (Salerno); Melito mi ha ringraziato per aver intitolato la sede americana dell’Anps all’illustre antenato. Nelle sue parole si e’ colta una leggera nota di delusione, in quanto da anni sta venendo a mancare il giusto sostegno ed apprezzamento per il “ Petrosino Day “ ossia la giornata dedicata a Petrosino, come proclamato nel 1985 dall’allora governatore dello stato di New York, Mario Cuomo. Era l’anno in cui ricorreva il centoventicinquesimo anniversario della nascita del tenente detective Petrosino che, come si legge nel discorso del governatore, “fu il primo italiano a diventare detective della polizia di New York.. .e l’ unico agente… ad essere ucciso in servizio in un altro Paese…Organizzo’ e diresse la famosa Squadra Italiana che più tardi divenne la Bomb Squad. Era un eroe del popolo per i poveri, uno dei preferiti dagli oppressi, ed un amico del presidente Theodore Roosevelt.. .Fu lui che disse al presidente McKinley che sarebbe stato assassinato. E’ giusto che tutti i newyorkesi partecipino a questa celebrazione per rendere omaggio alla memoria di Joseph Petrosino, che sacrifico’ la vita nella lotta alla criminalità’ e che rimane a tutt’oggi il simbolo di un agente eroico d’eccezione.- Per questo motivo, Io, Mario Cuomo, governatore dello stato di New York, proclamo con il presente documento il 19 ottobre 1985 la Giornata Joseph Petrosino”.

Nel 1998, il sindaco Giuliani, ex segretario alla giustizia per lo stato di New York, oltre che ex-procuratore distrettuale, emise un proclama simile, che esaltava le doti straordinarie di Joe Petrosino, confermando il 19 ottobre come giornata a lui dedicata. Anni fa, una scuola elementare del Queens e’ stata intitolata a Joe Petrosino, cosi come un giardino a Soho, il quartiere artistico nella zona sud di Manhattan. Nonostante questi riconoscimenti, la sua fama si è affievolita e pochi sanno che il 19 ottobre è la giornata che onora uno dei poliziotti più coraggiosi d’America; anche le autorità sembra che abbiano quasi completamente dimenticato l’eroismo di questo italiano che trasformò la polizia newyorkese a prezzo della propria vita. Quello che contraddistingueva il detective italiano dai suoi colleghi era un’analisi realistica della violenza che imperversava a New York alla fine dell’ottocento e all’inizio del nuovo secolo. Petrosino capiva che le leggi non erano sufficienti a debellare la criminalita’ e riteneva necessario ricorrere a qualsiasi mezzo per combatterla, utilizzando stratagemmi e travestimenti a cui la la polizia non aveva mai fatto ricorso.

Negli interrogatori e negli arresti ricorreva anche alla forza fisica, e lavorava in modo temerario, senza mostrare mai alcuna paura, perseguitando costantemente coloro che trasgredivano la legge in modo cosi violento e sfrontato.

Frequentava gli ambienti del sottobosco cittadino, e non si faceva scrupolo di tormentare amici e parenti dei mafiosi, pur di ottenere informazioni utili. Grazie a lui, nel 1905, la giunta municipale di New York decise di creare una squadra di poliziotti esclusivamente italiani, e Petrosino organizzò una rete di informatori a Little Italy, con i quali pote’ preparare dossier dettagliati sui malavitosi italiani di maggior rilievo.

Nello stesso anno, Petrosino richiese e ottenne fondi federali per aiutarlo a sradicare le gang che infestavano la città. Petrosino si recò in Italia nel febbraio 1909, portando con sé una lista di mafiosi italiani.

Lo scopo del viaggio era di raccogliere i loro certificati penali per arrivare a deportarli dagli Stati Uniti, e per questo motivo andò’ nel palermitano e a Padula (in Campania), il suo paese natale.

La mafia americana e siciliana venne a sapere di questo suo viaggio e il 12 marzo Petrosino fu ucciso a colpi di pistola nel centro di Palermo, poco dopo essere uscito da un ristorante. Era la prima volta che un poliziotto di New York veniva ucciso mentre si trovava in missione all’estero.Nella sua giacca, fu trovato un taccuino contenente i nomi dei criminali su cui stava raccogliendo informazioni.

La notizia del suo assassinio si diffuse rapidamente, e i giornali di tutto il mondo scrissero articoli su questo omicidio.

Nonostante vari arresti nel giro di poco tempo, con conseguenti processi, non si seppe mai con certezza chi fossero stati i sicari e i mandanti. Le poche persone processate vennero presto scarcerate per mancanza di indizi. Nonostante la morte prematura, Petrosino era riuscito ad inferire grosse perdite alle molte cosche mafiose che spadroneggiavano a New York, aveva cambiato il modo di lottare contra la malavita e, cosa ancora piu’ importante, aveva spinto il governo federale ad intervenire per salvare New York.-

E’ quindi auspicabile che organizzazioni italiane oltre all’ANPS continuino il loro ottimo lavoro per sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità’ politiche a favore di questo eroe italiano che tanto fece per migliorare e rendere piu’ sicura la società’ americana.

Pubblicizzare la giornata di Petrosino, dando ad essa nuova vita, è sicuramente una delle componenti principali di questo progetto, che contribuirà senza dubbio a compensare alcuni triti ed ingiusti stereotipi sugli italiani. Io stesso m’impegno a fare il possibile perché’ il 19 ottobre diventi un giorno di festa affermato, in cui si commemori come si deve un grande italiano che ha dato lustro al nostro paese. Per questo, mi auguro che politici, forze di polizia, associazioni varie e tutti quelli che apprezzano il sacrificio di Petrosino promuovano questa giornata, partecipando ad eventi e manifestazioni per tener viva la fama di questo poliziotto eccezionale, in modo tale che il 19 ottobre diventi anche la celebrazione della fratellanza esistente da sempre fra le forze di polizia italiana e quelle statunitensi, grazie anche e soprattutto ad agenti come Petrosino.

Presidente Anps-Usa-Isp.C. Sergio Cirelli